Letter from Giuseppe Prezzolini to Federico Comandini 18 July 1915

Letter/Manuscript

Description

English

This letter is written on headed paper from La Voce, The Voice, an influential pro-war literary journal that wanted an overhaul of Italian culture. It hoped the war would turn society against moderates and opportunists, whom they called neutralists. Giuseppe Prezzolini (1893-1967) was at the time very young but later became an anti-fascist politician, a lawyer and, after World War Two, a socialist member of parliament.

Italian

Questa lettera è scritta su carta intestate de La Voce, giornale fondato dal letterato ed editore Giuseppe Prezzolini (1882-1982). Esso era un importante giornale letterario che voleva un totale rinnovamento della vita culturale italiana e appoggiò l’intervento in guerra, sperando che esso avrebbe portato a un totale rinnovamento della società contro i moderati e gli opportunisti (così chiamava i neutralisti). Federico Comandini (1893-1967) era all’epoca molto giovane ma in seguito divenne un politico antifascista e, dopo la seconda guerra mondiale, membro socialista del Parlamento.

Transcript

Transcript

English

Dear,

I’m afraid I haven’t answer to your dear letter, but you know what happens when you have many things to do. I will have less disillusions than you because I am well prepared, having heard lots of things, and I’m seeing every day of mine in… a sort of grey-green.
Nevertheless I see that for you, for me, for each of us it will be an experience which will teach us a lot. I hope really much, as I am so ingenuous, in the contact between these new elements and the routiners in the field, then we will use the acquired experience to propose reforms. Poor Rauti, who now is forgotten by everyone for his temper a bit proud and for the solitude that the enemies did round him, will come into a precursor of people who will try to modify, with our poet, also the army. We need to redo from everywhere, even now there are lots of unknown and terrifying problems. He saw Barzilai’s designation. He is the delegate of

Italian

Caro,

Scusi se non risposi alla sua cara lettera ma sa come avviene quando si hanno molte faccende per la testa. Io proverò meno disillusioni di lei perché sono preparatissimo, avendone sentite raccontare ormai tante, che vedo tutte le mie giornate in…grigio-verde. Tuttavia vedo che per lei, per me, per tutti noi sarà un’esperienza dalla quale impareremo tanto. Io spero molto, tanto sono ingenuo, nel contatto al campo fra questi elementi nuovi e i routiners, poi l’esperienza acquisita ci servirà per proporre le riforme. Il povero Rauti, che finisce ora dimenticato da tutti per il suo carattere un po’ orgoglioso e per la solitudine fattagli intorno dai nemici, diventerà un precursore di coloro che si studieranno di modificare, insieme con il nostro poeta, anche l’esercito. Da ogni parte c’è da rifare, e anche ora si accumulano chi sa quali spaventati problemi. Ha veduto la nomina di Barzilai. È il rappresentante del

Full title
Letter from Giuseppe Prezzolini to Federico Comandini 18 July 1915
Created
18 July, 1915
Format
Letter / Manuscript
Held by
Biblioteca Nazionale Centrale di Roma
Usage Terms
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