Standards for the education and the preparation of soldiers in combat

Book

Description

English

Soldiers were required to understand the seriousness of desertion, a criminal act that had legal consequences. Soldiers who deserted to the enemy were punished by death by firing squad. The alternative was to be exiled abroad for the rest of their life with no subsidy paid to their family. In addition, the name of the deserter was displayed in public.

That every man must avoid being taken prisoner was emphasised by reminding them imprisonment could bring more misery and hardship than conflict. Ill-treatment or disease made for a miserable end. People unfortunate enough to be imprisoned had to remember that any information given to the enemy about their own troops could seriously damage their colleagues still fighting. Not only was it treason to share information, but it probably wouldn’t have made any difference as it would have been met with contempt from the enemy. Soldiers who were taken prisoner were told not to give information even to someone wearing the same uniform, as it could be an enemy in disguise.

Even the threat of being shot should not make a soldier betray his army. And he should always have respect for his superiors and be obedient to them.

Every man was expected to know that after his imprisonment he would have to answer for his actions. If the explanation for his capture wasn’t convincing, he would be considered a deserter.

Italian

Si deve far comprendere ai soldati la turpitudine del reato di diserzione e richiamare la loro attenzione sulle conseguenze giuridiche di tale reato. Chi diserta e passa al nemico è punito colla morte per mezzo della fucilazione nella schiena: o altrimenti non può più far ritorno in Patria per tutta la vita. I congiunti perdono immediatamente i sussidi pagati dal governo. Inoltre il nome del vile viene comunicato al Comune perché lo pubblichi.

Ognuno deve considerare l’essere fatto prigioniero come una sciagura, giacchè la prigionia è seguita da miserie e privazioni di gran lunga maggiori di quelle che si soffrono in guerra. I maltrattamenti e le malattie conducono molti prigionieri a misera fine. Chi abbia la disgrazia di essere fatto prigioniero deve ricordarsi che le informazioni da lui date al nemico sulle nostre truppe danneggiano gravemente i camerati ancora combattenti e che il suo tradimento non gli viene ripagato dal nemico che col disprezzo. Il prigioniero non deve dare alcuna indicazione anche se è interrogato da una persona che porti l’uniforme d’ufficiale del nostro esercito, poiché ciò viene fatto talvolta per ingannare.

Persino la minaccia di fucilazione non deve potere indurlo a tradire. Ai propri superiori egli deve sempre rispetto ed obbedienza.

Ognuno deve sapere che al ritorno della prigionia sarà chiamato a rispondere dei suoi atti e che sarà trattato come disertore se le giustificazioni addotte per spiegare la sua cattura non saranno riconosciute sufficienti.

Full title
Standards for the education and the preparation of soldiers in combat
Published
1918
Format
Book
Held by
Biblioteca Nazionale Centrale di Roma
Usage Terms
Free from known copyright restrictions